
Marketing per aziende manifatturiere: senza delega la crescita si ferma
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Abbiamo provato a rispondere a una domanda semplice: quanto costa, in euro, l'innovazione di una PMI manifatturiera italiana? Dopo aver verificato bilanci depositati, comunicati di fondi e vent'anni di articoli, la risposta è che quel numero non esiste da nessuna parte. E non è un problema di trasparenza.
La domanda nasce da una constatazione banale. Chiunque scriva di manifatturiero ripete che innovare conviene, che la ricerca e sviluppo è il modo per uscire dalla competizione di prezzo, che le aziende che investono crescono di più.
Sono affermazioni ragionevoli. Il problema arriva quando un imprenditore le prende sul serio e chiede la cosa che chiederebbe per qualunque altro investimento: quanto costa e in quanto tempo rientra.
A quel punto il discorso si ferma, e vale la pena capire perché.
Cosberg è un'azienda di Terno d'Isola, in provincia di Bergamo, che progetta e costruisce macchine per l'assemblaggio automatico. Nata nel 1983 da Gianluigi Viscardi e dai fratelli, oggi guidata dal figlio Michele. È probabilmente una delle PMI meccaniche italiane di cui si è scritto di più sul tema dell'innovazione.
La percentuale di fatturato che dichiara di investire in ricerca e sviluppo compare in decine di articoli lungo quasi vent'anni. Ecco che cosa dicono, in ordine di data.
| Anno | Quota dichiarata | Fonte |
|---|---|---|
| 2007 | circa il 10% | L'Eco di Bergamo |
| 2015 | il 12% | Il Sole 24 Ore |
| 2022 | più del 10% | Innovation Post |
| 2024 | oltre il 10% | Bergamonews |
| 2025 | oltre il 12% | Industria Italiana |
| 2026 | circa il 12% | Bergamonews |
Diciannove anni, sei fonti indipendenti, e una cifra che oscilla fra il 10% e il 12%. È il dato più stabile che si trovi su questa azienda, e va detto subito che non c'è niente di sospetto: è una dichiarazione coerente, ripetuta a giornalisti diversi in contesti diversi.
Il punto è un altro, e si vede solo mettendo quella colonna accanto a tutte le altre.
Le stesse fonti riportano anche la quota di export e il fatturato di gruppo. Quelli non stanno fermi affatto.
la quota export riportata nel 2007, con un gruppo da circa 15 milioni.
la quota export riportata nel 2015.
la quota export riportata sulla scheda di Fondazione Symbola, con un gruppo da circa 22 milioni.
E il bilancio della società capogruppo si muove molto di più. Secondo i dati camerali, Cosberg S.p.A. ha registrato ricavi per 14,55 milioni nel 2022 (FatturatoItalia), 11,53 milioni nel 2023 (Aziende.it) e 3,53 milioni nel 2024, con una perdita di 1,38 milioni (CompanyReports).
Vale la pena leggerlo con attenzione, perché qui c'è il nodo. Nell'anno in cui la capogruppo passa da 11,5 a 3,5 milioni di ricavi e chiude in perdita, la quota dichiarata di investimento in ricerca resta la stessa.
Le due cose non si contraddicono: la percentuale si riferisce al gruppo, il bilancio a una società. Ma dimostrano che sono due numeri di natura diversa, e solo uno dei due viene da un documento contabile.
Una PMI italiana non ha nessun obbligo di esporre la ricerca e sviluppo come voce separata nel conto economico. Il bilancio abbreviato, che è quello che deposita la grande maggioranza delle aziende in questa fascia, non prevede quella riga.
Ma c'è una ragione ancora più concreta, ed è industriale prima che contabile.
In un'azienda che costruisce macchine speciali, chi fa ricerca sono gli stessi progettisti che disegnano le commesse. La prova su un nuovo sistema di presa si fa dentro una macchina che sta andando a un cliente. Il tempo dell'ufficio tecnico è ricerca e produzione insieme, spesso nello stesso pomeriggio.
Separare quel costo non è difficile: è arbitrario. Qualunque numero si ottenga dipende da come si decide di ripartire ore che nella realtà non sono divise. Chi dichiara "il 12%" non sta nascondendo il dato vero. Sta dando l'unica misura che ha senso per come lavora davvero.
Si potrebbe pensare che le imprese partecipate da investitori istituzionali siano più leggibili, visto che rendicontano a soggetti esterni. Succede l'opposto: si sposta l'oggetto della misura.
Il caso che segue va letto per quello che è. Non è un'azienda familiare manifatturiera come quella di chi legge: è una società nata da uno spin-off universitario, partecipata da fondi di venture capital, con una sede di ricerca all'estero. Serve proprio come contrasto, per mostrare che cosa diventa pubblico quando il capitale arriva da fuori.
Inxpect, fondata a Brescia nel 2015 da Luca Salgarelli come spin-off delle attività di ricerca di TSec e Superpartes, produce sensori radar certificati per la sicurezza dei robot industriali. Nel 2019 ha raccolto un primo round da 5 milioni guidato da 360 Capital. Nel febbraio 2021 ha chiuso un round B da oltre 17 milioni, con il Fondo Italiano Tecnologia e Crescita come lead investor, insieme a 360 Capital e al fondo 8A+ Real Innovation (BeBeez), (Forbes Italia), (Bresciaoggi).
il capitale raccolto in due round, fra il 2019 e il 2021.
i ricavi del 2019, l'anno del primo round.
le famiglie di brevetti internazionali dichiarate al momento del round B.
Ventidue milioni raccolti contro 1,2 milioni di ricavi nell'anno del primo round. Sappiamo con precisione quanto capitale è entrato. Non sappiamo quanto di quel capitale sia diventato ricerca, quanto sviluppo commerciale, quanto certificazioni, quanto struttura.
Nei comunicati la formula ricorrente è che le risorse sosterranno lo sviluppo commerciale e le attività di ricerca. Un investitore quel dettaglio ce l'ha, perché siede nel consiglio. Il pubblico no.
Se non esiste un costo isolabile, non esiste nemmeno un ritorno calcolabile su quel costo. E qui il ragionamento incontra un problema che conosciamo bene.
La ricerca e sviluppo in una PMI manifatturiera si comporta esattamente come il marketing: è una spesa continua con effetti differiti, che nessuno riesce ad attribuire a una singola riga di ricavo. Ed è per la stessa ragione che, quando i conti stringono, sono le prime due voci che qualcuno propone di tagliare.
Ne abbiamo scritto parlando di come si difende un budget i cui effetti arrivano dopo mesi: il meccanismo è identico, cambia solo il reparto.
Chi guida un'azienda può fare due cose diverse con questa constatazione.
La prima è smettere di aspettare il numero che non arriverà. Rimandare la decisione finché qualcuno non produce un calcolo di ritorno significa non decidere mai, perché quel calcolo non è producibile nemmeno dalle aziende che quel percorso lo hanno già fatto.
La seconda è adottare la misura che quelle aziende usano davvero. Non un budget di progetto con un ritorno atteso, ma una quota di fatturato decisa in anticipo e mantenuta anche negli anni brutti. È esattamente la forma che ha in Cosberg, dichiarata con la stessa percentuale per quasi vent'anni.
La differenza fra le due impostazioni non è contabile. Una quota fissa la decidi una volta e poi la difendi. Un progetto lo rimetti in discussione ogni volta che il trimestre va male, che è precisamente il momento in cui servirebbe di più.
Quanto dovrebbe investire in ricerca e sviluppo una PMI manifatturiera?
Non esiste una percentuale corretta valida per tutti, e chi la fornisce sta semplificando. Quello che si può osservare è che le aziende meccaniche italiane più citate su questo tema dichiarano quote comprese fra il 10% e il 12% del fatturato, mantenute stabili nel tempo. Il dato utile non è la percentuale in sé: è il fatto che sia una quota fissa e non un budget annuale rinegoziato.
Perché non riesco a trovare quanto spendono in R&S le aziende del mio settore?
Perché nella maggior parte dei casi quel dato non è depositato. Il bilancio abbreviato non prevede una voce separata per la ricerca, e nelle aziende che costruiscono su commessa le ore di progettazione sono ricerca e produzione insieme. Quello che circola sono dichiarazioni, non righe di conto economico.
Come si calcola il ritorno di un investimento in innovazione?
Sul singolo progetto, quasi mai in modo attendibile, perché manca il denominatore. Gli indicatori che restano leggibili sono altri: la quota di fatturato che arriva da prodotti introdotti negli ultimi anni, la quota export, il numero di brevetti attivi, e la capacità di non entrare in gara sul prezzo.
I dati sulle aziende che trovo online sono affidabili?
Vanno incrociati. Su una stessa società abbiamo trovato codici ATECO diversi su banche dati diverse e valori di fatturato non allineati fra anni. L'unico documento che fa fede è il bilancio depositato, e le percentuali di investimento che compaiono sulla stampa sono dichiarazioni aziendali, non dati verificati da terzi.
Abbiamo cercato quanto costa innovare in una PMI manifatturiera e abbiamo trovato due tipi di numeri. Nelle aziende a controllo familiare, una percentuale di fatturato dichiarata dall'imprenditore, stabile per vent'anni. In quelle partecipate da fondi, il capitale raccolto, preciso al centesimo e muto su come sia stato speso.
Il costo contabile della ricerca, nel mezzo, non compare mai.
Chi aspetta quel numero per decidere sta aspettando una cosa che non esiste. Le aziende che innovano non hanno risolto il problema della misura: hanno smesso di considerarlo un motivo per non decidere.
Se stai valutando un investimento i cui effetti non riesci a mettere in un foglio di calcolo, la domanda utile non è quanto rende. È cosa succede alla tua posizione se non lo fai e un concorrente sì.
ParliamoneFonti
Cosberg, quota dichiarata in R&S: L'Eco di Bergamo (2007) · Il Sole 24 Ore (2015) · Innovation Post (2022) · Bergamonews (2024) · Industria Italiana (2025) · Bergamonews (2026).
Cosberg, profilo di gruppo: Fondazione Symbola · sito aziendale.
Cosberg, dati camerali: FatturatoItalia · Aziende.it · CompanyReports.
Inxpect: BeBeez · Forbes Italia · Bresciaoggi · comunicato stampa dell'operazione.
Questa analisi si basa esclusivamente su fonti pubbliche, linkate una per una nel testo. B2B Effect non ha rapporti commerciali con le società citate e non ha avuto accesso a documenti riservati. Le percentuali di investimento in ricerca e sviluppo qui riportate sono dichiarazioni aziendali raccolte dalla stampa e non voci di bilancio certificate; i dati camerali provengono da banche dati aggregate che su alcuni campi non coincidono fra loro. Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dal team di B2B Effect.
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